Osservazioni delle stelle variabili
- Variabili semiregolari lente e stelle di tipo RV Tauri: sono sufficienti 2-3 stime a sera cercando di osservare con costanza in modo da evitare "buchi" nelle osservazioni.
- Cefeidi e stelle di tipo RR Lyrae: si esegue un compositage con 80-100 stime in un anno con 3-4 stime a distanza di 1 ora circa.
- Variabili ad eclisse: tipo Algol (EA), Beta Lyrae (EB) e W Tauri (EW).
Per le stelle di tipo EW e EB si osserva anche fuori dal minimo, per quelle di tipo EA no.
Si osserva per 45 minuti prima del minimo e 45 minuti dopo con 1 stima ogni 10 minuti o 5 se in prossimità del minimo.
Per eseguire le stime si utilizza il metodo di Argelander indicando con A la stella di confronto più luminosa, B quella meno luminosa e V la stella variabile, quindi si danno dei gradini di luminosità:
- 1 gradino = le stelle ad un primo colpo d'occhio sembrano uguali. Solo dopo un certo tempo ci si accorge che una è più luminosa;
- 2 gradini = le stelle sembrano uguali ad una prima osservazione, ma subito dopo si nota una differenza;
- 3 gradini = ad una prima osservazione si nota una certa differenza;
- 4 gradini = al primo colpo d'occhio la differenza è ben evidente;
- 5 gradini = differenza tra le due stelle molto netta.
Per queste stime a gradini sono previste anche situazioni intermedie (0,5 gradini).
Per calcolare la magnitudine si utilizza la seguente formula:
dove Mv è la magnitudine della stella variabile, Ma e Mb sono la magnitudine della stella di confronto A e B e x e y sono i gradini stimati.
Se si hanno più di 2 stelle di confronto bisogna fare la sequenza personale. Prediamo ad esempio alcune stime effettuate per RZ Cas:
Si esegue la media della somma dei gradini delle 3 stime:
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dove a è la magnitudine della 1a stella di confronto, n è il valore medio del gradino di Argelander e x i gradini; a questo punto se la vostra vista è ottimale, otterrete la retta. Questo, però, non avviene quasi mai a causa di errori di varia natura. Nel caso specifico si ottiene la seguente curva:

Per avere i valori di magnitudine corretti si deve calcolare la migliore retta interpolante, utilizzando il metodo dei minimi quadrati e si opera come segue:
per ricavare a e n si utilizzano le seguenti formule:
dove Sx è la sommatoria dei gradini:
Sx2 è la sommatoria del quadrato dei gradini:
Sxy è la sommatoria dei gradini e delle magnitudini:
Sy è la sommatoria delle magnitudini:
N vale 4 se le stelle di confronto sono 4.
Quindi risulterà che a vale 6,086 e n vale 0,177 e risulta che:
sostituendo a x i gradini come da tabella precedente si ha che:
riutilizzando la formula (1) si ottiene la magnitudine della variabile.
Bibliografia
M. Cavedon- "Astronomia"- Mondadori
L. Rosino- "Le stelle variabili"- Curcio ed.
E. Poretti- "Guida all'osservazione visuale delle stelle variabili"- G.E.O.S.
Per maggiori informazioni:
- http://www.aavso.org/ : AAVSO- American Association Variable Stars Observers;
- http://www.upv.es/geos/: GEOS- Groupe Européen d'Observation Stellaire;
- http://www.konkoly.hu/IBVS/IBVS.html: IBVS- Information Bullettin on Variable Stars;
- http://www.sai.msu.su/groups/cluster/gcvs/gcvs/: Catalogo Generale delle Stelle Variabili.