La Space Art in pratica...

 

Per chi vuol munirsi di tela e pennelli e provare a dipingere ecco qualche utile suggerimento.

Per chi vuole iniziare

Non servono particolari corsi di pittura per questo genere, almeno per dipinti semplici.
Infatti se volete fare un dipinto senza grandi pretese, il cielo e qualche pianeta, con una qualsiasi nebulosa di sfondo, potete provare a munirvi di una tela, o qualsiasi altro supporto, dei buoni pennelli e delle tempere, (meglio i colori acrilici anche se costano un po' di più…….). I pennelli però devono essere di buona qualità. Una buona spesa all'inizio durerà di più nel tempo.
Ora, con un pennello di buone dimensioni (meglio un piccolo rullo), stendete un colore di base, che in genere può essere blu o nero, come preferite. Munitevi di un compasso e iniziate a disegnare un pianeta. Se siete bravi a disegnare , provate ad allargare il cerchio e a schiacciare i poli (sono così i pianeti, no?). In alternativa, potete sempre, con un programma di grafica, ottenere questa forma, stamparla, ritagliarla e ricalcare sul supporto. Se non avete un programma e non sapete disegnare per le prime volte, fate un cerchio normale.

 

Immagini ottenute con programmi di grafica vettoriale. Potete modificare il cerchio in un ellisse nella forma che ritenete più adatta


Con del colore diluito, a vostro piacere, accennate una nebulosa, man mano che andate avanti usate meno diluizione e più colore, tenendo presente la forma e le diverse "densità" e "trasparenze" della vostra nebulosa o galassia.

 

 

Un soggetto interessante da dipingere, per esempio è la galassia Sombrero.
Se sarete poi soddisfatti del vostro lavoro, potrete andare avanti e scegliere altri soggetti.
Uno dei pianeti più belli è sicuramente Saturno, ma fare gli anelli in prospettiva non è per niente semplice. Io infatti,uso i programmi di grafica 3D, per disegnare gli anelli.

 

Per chi ha già un po' di esperienza

Sicuramente avrete già "la mano" su dipinti e quadri. Generalmente, a olio, immagino. Oppure siete bravi a disegnare, ma non usate i colori. Se avete anche nozioni di prospettiva, potete fare cose interessanti e ampliare la gamma dei vostri dipinti astronomici. Potrete prendere spunti nei links che troverete in queste pagine. Così, conoscendo il vostro livello, potrete scopiazzare le idee ed elaborare un vostro progetto.
La tecnica ad olio, a detta di alcuni, non si addice in modo particolare alla Spaceart, ma se siete bravi provate a guardare il sito di questo signore inglese che vive e lavora alle Canarie. La maggior parte dei dipinti (o forse tutti) sono olii su tela:


http://www.arrakis.es/~jessarte/

Se invece dell'olio volete usare gli acrilici, dovete sapere che questi sono più versatili e asciugano più in fretta. Attenzione, quindi, alle sfumature. Se volete fare un cielo, siate veloci, quando passate le velature. Se il dipinto è di grosse dimensioni, il colore rischia di asciugare prima che il pennello arriva dall'altra parte del dipinto, e di conseguenza, verranno fuori delle righe invece che delle sfumature.

 

L'idea dell'asteroide in esplosione è stata presa da una breve sequenza del film "Armageddon", esattamente la fase finale del film, quando l'insidiosa minaccia per la terra viene distrutta da una carica nucleare. La "medusa" (questo potrebbe essere l'aspetto) è ottenuta con l'aerografo, miscelando del bianco con del celeste, facendo uscire dallo strumento più aria che colore, per avere più trasparenza. I "rottami" che arrivano dall'esplosione sono fatti a pennello, usando (in maniera rudimentale) la tecnica delle sfumature. (Autrice del dipinto: Maria Pia Servidio)

 

L'uso dell'aerografo

Sicuramente questo strumento è molto utile (per me è fondamentale) per gli effetti della Spaceart.
Se già lo sapete usare, non avete bisogno di spiegazioni, ma tenete comunque presente che bisogna avere una mano leggera, saper dosare e sfumare bene i colori.
Per chi non lo sa usare, è meglio imparare bene, anche da soli, se si ha pazienza, o magari da qualcuno che conosce questa tecnica, prima di cimentarsi con un dipinto.
Potrete trovare pagine interessanti sull'uso di questo strumento al sito www.bellearti.it
L'aerografo ben si presta per gli effetti delle nebulose, delle galassie, e per le sfumature sui pianeti.
Se si sa usare bene velocizza il lavoro di parecchio. Potete limitarvi alle sole sfumature, se non siete ancora esperti, facendo attenzione ad usare il pulsante dell'aria (meglio gli aerografi a doppia azione). Per chi lo sa usare bene, con le mascherine e un buon disegno di base, potrete cimentarvi in cose più difficili, come ad esempio le astronavi.

 

I pianeti con gli anelli

Gli anelli in prospettiva sono parecchio difficili da disegnare. Io, non sapendo disegnare, ad esempio, uso i programmi di grafica 3D.
Non è difficile creare delle ellissi con dei programmi 2D, ma la figura che esce descrivendo due ellissi, non è in prospettiva. Con il 3D, si può fare un anello largo quanto si vuole, scegliere la prospettiva e applicarla poi al pianeta. Questo anche se gli anelli non hanno un grosso spessore.

Immagine ottenuta con un programma di grafica 3D


L'uso del computer per la spaceart è molto utile. Ma se siete bravi a disegnare… Molti artisti lavorano ormai interamente in digitale. Altri fanno il bozzetto con i programmi 3D, altri ancora lavorano manualmente, ma pubblicano i loro lavori solo dopo averli portati sul Pc e corretti con programmi di grafica.

 

 

 

 

Da una semplice foto del Sole, eseguita da un socio del GACB, è stata costruita l'intera immagine aggiungendo un'astronave e lavorando per il cielo e gli effetti con l'aerografo digitale di un programma di fotoritocco.

 

 

 

 

Per chi è già un esperto...

Per una riuscita quasi fotografica, (come i disegni del giapponese Shigemi Numazawa), bisogna essere molto esperti e precisi.
Non è infatti così difficile imparare a spruzzare con l'aerografo anche se è molto noiosa la pulitura.
La parte più difficile è la precisione con la mascheratura, soprattutto con le parti piccole. Se si sbaglia anche solo di un decimo di millimetro, l'occhio lo percepisce
Io non sono un'esperta dell'aerografo, ho ancora molto da imparare. Ma col tempo e la costanza si riesce a migliorare.
Se con il compasso e l'eventuale taglio della mascherina non sì è ancora in grado di essere precisi, è meglio sfumare i contorni e rimandare i progetti più ambiziosi. I pianeti sono belli e di buon effetto anche col contorno sfumato.
Altrimenti dovrete usare il cutter o il bisturi con una precisione chirurgica...Meglio se si conosce una buona cartotecnica che dal disegno riesce a "tagliarne" le parti. Per l'utilizzo del supporto della mascheratura ognuno può scegliere quella che trova più congegnale, sia adesiva o semiadesiva, o semplice cartone rigido.

 

L' immagine di Saturno è una foto molto dettagliata adatta per costruire delle mascherine. Per ritagliare le mascherine e creare un buon dettaglio, bisogna prendere spunto da immagini come questa con i contorni piuttosto nitidi.

 

Un po’ di autocritica

Per chi è all’inizio, una volta fatto il primo dipinto, si è sempre abbastanza soddisfatti. Dopo un po’, quando se ne fanno altri e il metodo si affina, riguardando il primo, spesso viene da mettersi le mani nei capelli e trovare che sia una vera catastrofe. Infatti si vedono i tratteggi grossolani, luci ed ombre che non quadrano e la prospettiva che langue...di parecchio.

Ad esempio, proviamo ad esaminare gli errori del mio primo dipinto. Un buon “effetto”, ma con una tecnica ancora latitante.

 

 

Si nota che l’uso dell’aerografo è ancora allo stadio iniziale. La Trifida è sfumata ai bordi, ma la parte centrale ha i bianchi troppo netti. Così come la lingua scura nella parte azzurra della nebulosa. E in una nebulosa raramente esistono parti così. Bisognerebbe riuscire a farla senza mascherine, o quanto meno, usare la mascherina allontanata di circa mezzo centimetro dalla superficie che si dipinge. Il pianeta con l’anello è troppo grossolano e l’anello non è esatto. Anche l’ellisse alla base della cupola di vetro è sbagliato e i contorni sono molto imprecisi, così come le linee dei riflessi del vetro. I crateri hanno un ‘aspetto più simile in realtà a dei sassi, con un rapporto luce-ombra che non è stato studiato in precedenza. Ci sono altri difetti, che potrebbero essere meglio visti a grandezza naturale.

E’ normale, all’inizio, commettere questi errori, ma solo riconoscendoli, spesso ce li fanno notare gli altri, si possono correggere e migliorare la nostra produzione.


Dipinto dell'autrice che rappresenta un pianeta fertile con vegetazione e attività vulcanica, in parte copia di un dipinto di altro autore. Dimensioni 80 x 80, tecnica: aerografo e colori a olio


Per concludere...

Per chiunque, esperti e non, riuscire a fare qualcosa che vi piace e in un campo così nuovo (soprattutto in Italia) è una bella soddisfazione.
Non tutti amano la Spaceart. E' necessario avere un minimo di familiarità con l'astronomia. Non vi demoralizzate quindi se la maggior parte dei vostri parenti o amici non apprezzeranno i vostri dipinti preferendo paesaggi con alberi, casette e fiorellini.

Per ulteriori informazioni potete scrivere a Maria Pia Servidio: piaastro@tin.it