Giove e Venere al tramonto il 22/8/1994 da Monza (foto: Davide Nava)

 

I pianeti da Mercurio a Saturno sono tutti ben osservabili ad occhio nudo. Essi si presentano come stelle brillanti dalla luce generalmente ferma a differenza di quella scintillante delle stelle. Il motivo di questa diversità risiede nel fatto che la luce delle stelle ci arriva sotto un angolo piccolissimo cioè come un fascio molto sottile che per questo risente delle distorsioni introdotte dall'atmosfera. Lo stesso non si verifica con i pianeti la cui ci proviene da un dischetto che sottende un angolo grande; un po' come se anzichè un solo raggio ne provenissero centinaia. Quando la turbolenza atmosferica indebolisce qualcuno di questi raggi contemporaneamente altri ne sono rafforzati, in modo che nel complesso la luce totale proveniente all'osservatore non cambia in modo sensibile. Per le stelle è diverso dove le distorsioni subite dal sottilissimo pennello di luce non possono essere controbilanciate. Comunque quando l'instabilità dell'aria è molto forte anche i pianeti possono mostrare una luce un po' tremolante specialmente quando sono prossimi all'orizzonte o quando ci sottendono angoli modesti come Mercurio, talvolta Venere e spesso Marte.

Anche la posizione è utile per distinguere i pianeti dalle stelle. Tutti quelli visibili ad occhio nudo sono vicini all'eclittica cioè al percorso apparente del Sole. Quando si vede una stella brillante vicino all'eclittica molto probabilmente si tratta di un pianeta. Un altro aspetto che aiuta in questo riconoscimento è il colore; i pianeti riflettendo la luce del Sole presentano tonalità calde che vanno dal bianco-giallo di Venere all'arancione di Marte, ma mai tonalità fredde come il bianco o il bianco-azzurro. Un sistema per il riconoscimento consiste nel controllare l'eventuale movimento della "stella" brillante sospetta. Le stelle non mostrano nessun moto a distanza di alcuni giorni, mentre i pianeti sì. Per i più lontani come Giove o Saturno che sono i più lenti può rendersi necessario il controllo con un binocolo o un'attesa più lunga. Gli atlanti o le mappe stellari non riportano la posizione dei pianeti. Se si vede una "stella" luminosa non segnata su una mappa stellare si tratta quasi sicuramente di un pianeta. A proposito della loro luminosità ricordiamo che Venere e Giove sono sempre più brillanti di qualsiasi altra stella. Marte supera la luce delle stelle brillanti solo per brevi periodi intervallati l'uno dall'altro da circa due anni, mentre Saturno si presenta come una stella di magnitudine 0; Mercurio, invece, è quello che mostra le fluttuazioni più ampie potendo superare anche Sirio o essere più debole della stella polare.

Un binocolo comune da 10 ingrandimenti consente di individuare le fasi di Venere e i principali satelliti di Giove. Uno strumento più potente in grado di fornire 30 ingrandimenti svela facilmente anche Saturno mentre in genere si richiedono più di 40 ingrandimenti per notare chiaramente la natura planetaria di Mercurio e Marte.